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E Governo fù
  Posted on 17 05 2006 by myplanet (379 reads)
Finalmente, dopo 45 giorni di trepida attesa, conosciamo i nomi del già mitico "Prodi II"

45 giorni per incasellare i nomi giusti al posto giusto: per fortuna che il Professore voleva l'incarico subito dopo le elezioni, 'ché lui si sentiva pronto e diceva di avere già l'elenco in tasca.

Dunque, vediamo un po' cosa ci riserva il listone dei convocati che sono 25: 1 in più del governo uscente, 4 in più del precedente governo Prodi (e 3 in più della nazionale di Lippi). Meno male che doveva essere un governo "leggero" e blindato.

Un poltrona per tutti
Partiamo inevitabilmete dal capitolo del "cos'è questo?" e vediamo un po' le chicche della nuova nomenclatura ministeriale.

Ministero per l'Attuazione del Programma: confermato il ministero-fantasma creato da Berlusconi (e a lungo sbeffeggiato dai sinistrosi) per far tornare il conto delle poltrone. Suppongo che il ministro in questione dovrà occuparsi di vigilare sull'operosità dei suoi colleghi (come va? hai fatto i compiti? guarda che se non fai quel disegno di legge ti mando dietro alla lavagna). Per questo non bastavano i due vicepremier?

Ministero della Famiglia: detto così è roba da ventennio o al più da pastorale diocesana. Della serie: aggiungi un posto a tavola.

Ministero per le Pari Opportunità: persiste l'esistenza di questa entità il cui scopo è sottolineare che per realizzare una cosa ovvia e legalmente sancita - le pari opportunità - è necessario mettere un ministero ad hoc. Della serie: far finta di essere normali.

Ministero del Welfare: altro abominio, se qualcuno ha capito cos'è me lo spieghi, per favore. E soprattutto mi spieghi perché si deve chiamare così.

Ministeri per le Comunicazioni, l'Innovazione, le Attività Produttive: perché tre ministeri? Le comunicazioni non sono attività produttive? E l'innovazione - di grazia - dove sta se non nelle comunicazioni e nelle attività produttive? O ancora meglio, la si poteva annettere alla Ricerca, essendo stata quest'ultima giustamente scorporata dall'Istruzione.

Ministero per le Infrastrutture e ministero dei Trasporti: due ministeri al posto di uno. Altro mirabile caso di moltiplicazione delle cadreghe. Avanti, c'è posto per tutti.

Ministero per Giovani e lo Sport: una bella "sola" rifilata alla Melandri. Aspettiamo a breve l'istituzione del ministero dei Pensionati, quello dell'Infanzia, magari quello per le Attività Ludiche e i Passatempi e perché no, del ministero dello Shopping. (Anche qui, comunque, aria di ventennio: rivedremo i saggi di ginnastica allo stadio?).

Quote rosa
Si favoleggiava di una presenza femminile di almeno il 30%, ma la quota rosa si è fermata a 6 su 25 ministri (26 contando il Premier), ovviamente tutte su poltrone di secondo piano (a parte Turco alla Sanità). Anche l'Ulivo - evidentemente - ce l'ha duro.

Competenze
Non nego ci siano nomine azzeccate e forse anche coraggiose: ottima la scelta di un urbanista ai trasporti, così come di un sindacalista per il lavoro (qualcuno certo si incazzerà), o di un vero economista per il super-ministero economico; ma qualcuna, sinceramente, mi sconcerta.

Mastella, ad esempio: uno così dove lo mettiamo? Filosofo, giornalista... Perfetto per la Giustizia, diamine: dopotutto, non potrà essere più incompetente di Castelli, giusto?

Su Rutelli tralascio ogni valutazione di tipo politico. Però una domanda bisognerebbe porsela: che figura ci facciamo con un ministro dei Beni culturali che vanta come titoli la maturità classica e la tessera da giornalista? Nemmeno io sono laureato, per cui lungi da me il voler essere discriminante. Ma la Cultura, porca miseria.

Infine, questo Fioroni: ammetto la mia ignoranza e non so chi sia, ho visto oggi per la prima volta la sua faccia. Leggo che è un medico e che da quando si è dato alla politica si è sempre occupato di sanità. Quindi lo mettiamo all'Istruzione. Lapalissiano, direi.

Facce nuove
Pochi osavano sperare diversamente, ma è comunque con rammarico che leggo certi nomi. Due su tutti: Amato e Mastella.

Amato è stato braccio destro di Craxi negli anni d'oro del Psi, ministro nei governi di De Mita e Goria (uh! che referenze!), poi Presidente del Consiglio costretto alle dimissioni nel '93 a causa degli avvisi di garanzia che travolsero il suo governo.

All'epoca aveva promesso di ritirarsi dalla politica: infatti fu poi di nuovo ministro (due volte) con D'Alema e adesso rieccolo qui, piazzato sullo scranno degli Interni. Va bene che questo è il Dottor Sottile ma, caspita, si infila proprio dappertutto!

E che dire poi di Mastella? Bazzica il Parlamento dal '76 (30 anni!): ex Dc, ex Ccd, ex Cdr ed ex Udr, già sottosegretario con Andreotti e ministro con Berlusconi. Adesso chiude il Grande Slam piazzandosi alla Giustizia con Prodi. Questo al prossimo giro ce lo troviamo al Quirinale.

Poi, in fin dei conti auguro davvero a tutti loro un buon lavoro.

Ma se - come si dice - il buongiorno si vede dal mattino...

Nencio (http://www.ilbarbieredellasera.com)
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