| Beati i paesi che non hanno bisogno di giornalisti |
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| Posted on 17 05 2006 by myplanet (408 reads) |
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Mondo pallonaro. Quando la professione diventa potere Nel caos in cui sta precipitando il nostrano mondo pallonaro c'è una categoria che, secondo alcuni, dovrebbe vergognarsi più di altre. I giornalisti. Conniventi, condividevano con Luciano Moggi la tendenza non ad accomodare le partite, ma a tagliare su misura sulle possenti spalle della Juventus e dei suoi dirigenti alcune tra le trasmissioni sportive più popolari del paese. Non c'è reato, ovviamente, ma la deontologia professionale è andata riccamente a farsi benedire. E a questo punto vorrei capire cosa sta facendo l'ordine. Se sta pensando di prendere provvedimenti oppure no. Come è possibile per un giornalista farsi dettare la linea editoriale da un figuro come Moggi? Mi vergogno un po' di far parte di questo mondo. Perchè se i giornalisti accettano l'idea (e da questo punto di vista mi sembra che gli sportivi siano molto più esposti degli altri) che per fare bene il proprio mestiere è necessario essere amico di questa gente... In questi anni abbiamo assistito a delle scenette vergognose. La crema del giornalismo sportivo italiano zerbinata ogni volta che questi intervenivano in trasmissione. Gente che guadagna centinaia di migliaia di euro l'anno appecoronata per avere ospite in studio il giocatore della Juventus o del Milan. Moviole concordate. Fuorigioco accorciati di una trentina di centimetri. E il commento che più frequentemente si ode in questi giorni? "Si sapeva che qualcosa c'era, ma non avrei mai immaginiato a questi livelli". Ora, gente che è nell'ambiente da trent'anni non può limitarsi a dire "si sapeva". Un giornalista, e soprattutto un direttore di testata, non può affermare di non sapere. Perchè se non sapevi sei incapace di fare il tuo mestiere e se io fossi l'editore ti caccerei a calci. A parte gli amici degli amici, dov'erano gli italici scribacchini in questi anni? Vittorio Zucconi, nella sua rubrica su Repubblica.it ha scritto che ci volevano le prove. Vero, ma è mai possibile che con tutti i colleghi che bazzicano gli stadi nesssuno abbia mai visto niente di strano? L'episodio di Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio è soltanto una (probabilmente, e mi fa ridere il sequestro di persona ipotizzato) delle mille storture. I giornalisti dovrebbero essere soprattutto dei testimoni del loro tempo e mi dispiace che in questa vicenda abbiano semplicemente chiuso gli occhi. (Peruviano http://www.ilbarbieredellasera.com) |
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